Le Reviviscenze Rivista On Line di Tradizioni Popolari e Manifestazioni Magico-Religiose
 

 

Le Reviviscenze di Andrea Romanazzi

 

Tradizioni Popolari , Misteri e Manifestazioni Magico-Religiose

 

Stregoneria, Tradizioni Popolari, Vampirismo, Manifestazioni Magico-Religiose, Culti Femminili, Misteri Medievali

 

 

 

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Fate e Folletti della Toscana, Creature magiche, Mostri, Orchi ed altri esseri fantastici delle leggende, delle favole e delle tradizioni toscane

La Toscana è universalmente conosciuta per il suo immenso patrimonio storico e artistico, per la solare bellezza dei suoi paesaggi; la sagacia del suo spirito pratico ed arguto, ed anche per alcune sue tradizioni dal carattere fantastico e ludicamente irrazionale che la rendono terra incline alle leggende, al mistero e alle suggestive credenze popolari.

Da questa cultura (che affonda le sue radici nelle usanze contadine, nelle epopee medievali e nello spirito immaginifico del tardo Rinascimento) deriva un cospicuo ‘bestiario’ di creature fiabesche, di fate, di orchi, di mostri e di folletti che animano il folclore toscano. Da secoli, infatti, si tramandano le proverbiali burle del Linchetto, del Beffardello, del Boccalone e di altri elfi beffardi e dispettosi; così come si racconta che nei boschi delle Apuane vivano uomini giganteschi e pelosi che conoscono i più antichi segreti della pastorizia. Nelle campagne si vocifera di creature schive e temibili come il Gatto Mammone, il Foionco, il Barbantano e la Gatta Ignuda. Da tempo immemorabile le vecchie comari narrano storie sulla Biliorsa, sull’orchessa Cecchina o su Magorte (l’uomo selvaggio che vive sui monti); mentre le nonne toscane mettono in guardia i nipoti da certi esseri tenebrosi, come la Marroca e l’Orcotondo, che stanno in agguato nei torrenti e negli stagni.

Non vi è provincia toscana in cui non si parli di entità fantastiche: le storie sui Lupi Mannari fanno parte della tradizione senese e maremmana, quelle sugli Uomini Selvatici abbondano in Garfagnana e in Lunigiana. La credenza nei folletti è diffusa in Versilia e in Lucchesia mentre i racconti sulle belle Ondine sono tipici del Mugello e della zona di Firenze. E ancora suggestive leggende, raccontano di Fate bellissime che si nascondono in grotte segrete, dalla Vallata del Serchio alla Val di Cecina, dal Mugello al Casentino, dal Valdarno ai rilievi dell’Amiata.

Con meticolosa cura, l’autore ha qui raccolto, descritto ed illustrato tutti gli esseri magici, protagonisti di fiabe, proverbi, filastrocche e persino di colorite dicerie.

Nello sfogliare queste pagine, scoprirete un aspetto divertente quanto inconsueto della cultura regionale, che arricchisce di un alone poetico e favoloso la tradizione popolare della Toscana.

 

Guida alla Stregoneria del Deserto

 

 

Dopo molteplici anni di studio e cinque saggi sul Paganesimo, le antiche divinità e le Stregoneria in Italia, lo studio delle vie dei magismi ha portato Andrea Romanazzi al di fuori del “Vecchio Continente”. Ed eccolo già affetto dal Mal d’Africa, temibile malattia che colpisce tutti coloro che passano un certo periodo di tempo in uno dei più affascinanti e, allo stesso tempo, drammatici continenti del nostro Pianeta. Un luogo di contraddizioni, di povertà assoluta ma di estrema ricchezza interiore, pullulante di individui che ancora oggi “vivono”la divinità come difficilmente accade in altri luoghi.

Per il viaggiatore l’Africa strega il cuore e l’animo, fa sentire le antiche vibrazioni, i vetusti fremiti del divino oggi persi dalla maggior parte di noi, i richiami dell’Antica voce e la forza della Mater che tra le dune e le oasi con forza fa sentire la sua presenza.

L’Africa è l’Omphalos primordiale, la terra ove tutto ebbe inizio. E’ infatti qui che abbiamo notizie dei primi uomini, è qui che si nacque la Eva[1] mitocondriale, nome dato dai ricercatori alla donna antenato comune matrilineare di tutti gli esseri umani viventi, vissuta tra 150000 a 250000 anni a.C., probabilmente nell’area Orientale dell’Africa.

Una difficoltà per colui che si avvicina allo studio della stregoneria e magia africana è la mancanza di una vera e propria Letteratura. Nei suoi precedenti saggi sulla stregoneria italiana, ha raccontato come abbia avuto la possibilità di intervistare direttamente le magare che ancora dimorano nel Belpaese, ma i suoi studi sono stati anche basati su ricerche bibliografiche, su vecchi saggi etno-antropologici svolti da curiosi studiosi autoctoni che già nell’800 erano attenti alle proprie tradizioni, nonché sui testi e documenti inquisitoriali. In Africa invece esistono in genere solo tradizioni orali o al massimo studi di esploratori stranieri che, come ben possiamo immaginare, possono non aver interpretato bene i rituali descritti o li possono aver studiati con superficialità relegandoli nell’ambito della superstizione. Super Est, sopravvive. Ecco così che la prima parte del saggio è lo studio dei fondamenti delle antiche religioni autoctone, dall’Animismo al totemismo, fino a giungere al cospetto del mitico Signore degli Animali, una sorta di Cernunnos Primordiale. Il culto degli antenati, il concetto di anima, la figura del magus e la differenza dal santone marabutto, il culro lunare e la magia sessuale, le arti divinatorie e molto altro fanno da introduzione alla più accurata visione delle due aree geografiche: quella nord e quella ovest sahariana. Ecco così che troviamo l’antica magia di paesi che vanno dall’Egitto al Marocco, tra amuleti, rituali di possessione e vetuste divinità, per poi spostarsi un po’ più giù, nella terre del Senegal, tra i Dogon, il rituale dell’ ndop ed infine la segrata arte dei Mandinga. Un libro che è un percorso in una nuova e sconvolgente forma di stregoneria.


 

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