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Siponto, la magia del Solstizio d'Estate
L’Ordine fu definitivamente accettato dalla chiesa nel 1190 da papa Celestino III che confermò la nuova confraternita e alla quale impose la stessa regola dei Templari e degli Ospedalieri, con l'unica differenza che ai Teutonici potevano accogliere solo membri della nobiltà tedesca. Solo verso il 1198, anche grazie alla figura del Gran Maestro Hermann Von Salza, l’ordine iniziò ad acquisire notevole potere, riuscendo a farsi appoggiare sia dall’imperatore Federico, con il quale intrattenne stretti rapporti, facendo quasi diventare l’Ordine una “milizia privata “ del Puer Apuliae , sia dal potere Papale rappresentato da Papa Onorio III.
A
differenza del “gemello” Ordine Te
mplare,
i Teutonici ebbero la possibilità di crearsi un vero e proprio impero,
infatti nel 1230 furono trasferiti in Prussia e li, sottomisero e
convertirono gran parte delle popolazioni pagane .Da allora e per quasi
mezzo secolo i Cavalieri Teutonici portarono avanti una lunga e cruenta
Crociata contro gli infedeli del nord e, nonostante la bellicosità delle
popolazioni germaniche, nel 1283 la Prussia poteva dirsi
definitivamente conquistata dal bianco mantello. Figura fondamentale
per l’ordine del “bianco mantello” fu quella del già citato Hermann
Von Salza. Il Gran Maestro dell’ordine riuscì, infatti a intrattenere
buoni rapporti sia con l’Imperatore che con il Papa. Ebbe un ruolo
fondamentale nel matrimonio tra Federico II e Jolanda, figlia di
Giovanni di Bienne re di Gerusalemme e si adoperò molto in Terra santa,
ove lui stesso operava con i suoi cavalieri per la liberazione del Santo
Sepolcro e partecipò alla incruenta crociata del 1228. Grande
diplomatico ebbe numerosi incarichi delicatissimi dall’imperatore e
molto spesso fungeva da intermediario tra la corona e la Roma
pontificia. Il Gran Maestro morì a Salerno in circostanze non ancora ben
chiare nel 20 marzo 1239, stesso giorno in cui l’imperatore veniva
scomunicato per la seconda volta, il suo corpo fu, su suo espresso
desiderio, sepolto non in Germania, bensì nella splendida chiesa di San
Tommaso dell’Ospedale di Barletta. Come accadde per i Templari, anche
l’Ordine Teutonico intrattenne in Terra Santa rapporti con gli
“infedeli” che non vedeva solo come nemici da sconfiggere l’
“inimicum” latino ma come “guerrieri” da rispettare e da cui
“imparare” e dunque “hostes”.
L’Ordine Teutonico ebbe anche forti legami con quello Templare a differenza di quello che ci racconta la storia che afferma che tra i due ordini non scorresse buon sangue come ultimamente dimostrano le ultime scoperte della cattedrale di Vienna. Infatti è recente la notizia della scoperta nella splendida cattedrale di Santo Stefano di una cripta sotterranea di cui non si conosceva l’esistenza e quasi sotto l’ingresso della cattedrale, cosa non nuova quando si parla di chiese templari. Ebbene all’interno di questa cripta, in una chiesa appunto fondata dai teutonici, ecco 2 gargoyls con il muso rivolto verso un’enorme croce patente rossa.
Molti degli
insediamenti Teutonici nella terra di Puglia sono presenti sul Gargano,
il Promontorio è sicuramente un luogo molto particolare, crocevia dei
pellegrini che, prima di partire per le crociate, percorrevano la “via
sacra longobardorum”, che da San Marco in Lamis passava per San Giovanni
Rotondo, Monte Sant’Angelo fino a giungere a Siponto. Il Gargano,
dunque, era, nel medioevo, un vero e proprio centro spirituale e ancor
oggi, nelle isolate grotte del promontorio, vivono numerosi eremiti.
Lungo “l’antico percorso”numerosi furono i monasteri, chiese, e ricoveri
costruiti per i pellegrini, spesso sovrapposti a piu’ antiche strutture
esempi sono Santa Maria di Stignano, San Matteo, San Giovanni Rotondo,
Sant’Egidio, San Leonardo di Siponto , fino ad arrivare a Monte Sant’Angelo.
Un sito di carico di un fascino particolare e’ il Priorato di San
Leonardo. Il monastero fu fondato attorno all’anno 1000 dai regolari di
Sant’Agostino e affidato all’Ordine teutonico di Santa Madre Prussica.
Dal punto di vista architettonico San Leonardo si presenta con una navata centrale coperta da una serie di cupole e due laterali con copertura a botte. Lo stile è facilmente collocabile in quello orientale latino dominante in quel periodo.
Lo schema del portale non è tipico del romanico pugliese ma ricorda molto le maestranze francesi, attraverso la mediazione dei cantieri abruzzesi.
Osserviamo la lunetta: al centro troviamo, nella “vescica piscis” il cristo apocalittico retto da due angeli mentre tutt’attorno, partendo da sinistra a destra troviamo il toro, l’angelo, una cerva, il centauro che suona la lira, il drago, il centauro che suona il flauto, l’aquila e il leone. Interessante è anche la valenza simbolica dei due leoni, il primo, che sta sbranando un uomo nudo, rappresenterebbe il diavolo, sempre in agguato e in cerca di prede come un leone, l’altro, invece, ha significato opposto, si ciba di un pesce, che appunto rappresenta il Cristo e da cui trae forza.
Nell’antichità infatti i primi cristiani si riconoscevano con un segno in codice, quando due di essi si incontravano uno di loro tracciava meta’ del segno e l’altro lo completava. Il simbolo in questione era appunto il PESCE.
Sempre sulla facciata esterna, sulla destra dell’ingresso, troviamo un misterioso criptogramma una “croce stellata” di cui spiegheremo in seguito. Entrando nella chiesa l’attento viaggiatore può osservare sulle pareti le croci nere simbolo dell’Ordine. Alzando, poi, lo sguardo sulla volta, notiamo un piccolo rosone a 11 raggi. E’ proprio qui che risiede la soluzione dell’enigma della croce stellata trovata all’esterno, infatti ogni anno, nel solstizio d’estate, un raggio di luce attraversa il “rosoncino” e va a colpire una zona del pavimento contrassegnata da una piccola croce, quasi ad indicare un punto ben preciso del sito. Ed ecco allora la spiegazione della croce gammata incontrata in precedenza: “il sole, alto nel cielo e a perpendicolo va a colpire un punto a metà strada tra i due pilastri”. Il simbolo è un segnale per il sapiente, il modo per indicare un preciso punto , l’Omphalos del luogo sacro.