Le Reviviscenze Rivista On Line di Tradizioni Popolari e Manifestazioni Magico-Religiose
 

 

Le Reviviscenze di Andrea Romanazzi

 

Tradizioni Popolari , Misteri e Manifestazioni Magico-Religiose

 

Stregoneria, Tradizioni Popolari, Vampirismo, Manifestazioni Magico-Religiose, Culti Femminili, Misteri Medievali

 

 

 

Home Page Chi Siamo Pubblicazioni e Libri Articoli Sciamanesimo Contatti Interviste Radio e TV Eventi Novità in Libreria Link

 

 

 

Libri et Pubblicazioni

 

 

La Dea Madre e il culto Betilico: antiche conoscenze tra mito e folklore, Levante Editori, Bari, 2001

 

 l'Autore esamina i legami tra l'antico culto della dea madre e le pietre sacre.  La società e la cultura moderna    presentano oggi, con nuove vesti, antichi retaggi culturali e rituali pagani, spesso assorbiti dalle attuali religioni, che però si ripresentano con forza tra le pieghe del manto tessuto proprio per nasconderli e coprirli. Il vento della reminiscenza fa gonfiare questi veli, facendo loro assumere le forme di una antica figura pagana, la Dea Madre, divinità dai tanti nomi (Iside, Isthar, Venere, Gaia, Epona), che oggi potremmo facilmente identificare con le numerose Vergini Nere presenti in tutto il continente. Per conoscere le sue reali origini e andare alla ricerca delle tracce che la mater ha lasciato nel folklore e nella cultura popolare d'Italia e d'Europa, l'Autore si è addentrato tra le lande desolate di miti e antiche leggende. 
La dea non è mai scomparsa, essa si è solo ritirata nel profondo delle foreste e dei boschi, con il suo compagno, il Dio, apparendo nelle fiabe e nelle tradizioni popolari, e lasciando come monito i suoi templi: le pietre. Sarà proprio il culto della roccia sacra (o belitico), presente nel folklore italiano, a guidarci come filo d'Arianna tra le figure di Artù e del paladino Orlando, di Teseo e il Minotauro, tra le Amazzoni e le divinità arboree, passando poi per Ulisse ed Enea, alla ricerca del ramo d'oro che schiude la conoscenza, o della mistica mela dell'albero dell'Eden, che tanto ricorda i pomi di Avalon o del giardino delle Esperidi. Ancora oggi si possono udire i menhir cantare e parlare all'orecchio dell'uomo: suoni e vibrazioni d'eternità che riescono a lacerare quel velo che oscura il nostro passato. 

 

 

 

Guida alla Dea Madre in Italia: Itinerari fra Culti e Tradizioni Popolari, Venexia Editrice, Roma, 2005

 

Il culto della Mater Magna affonda le sue radici nella terra della rimembranza, ove le ombre di un lontano passato evocano ricordi, mai cancellati, di prosperità e gioia, di un tempo in cui l’uomo, stranito dai molteplici poteri e aspetti della natura, la fece madre e nutrice, iniziando a vivere nella sua immanenza come prodigo figlio che con timore venera e rende grazie alla sua Dea. Sono queste le caratteristiche della Grande Generatrice, la mater il cui ventre è, nell’immaginario primitivo, la grotta e i cui liquidi vitali, le sacre fonti che sgorgano dalle viscere della terra, assicurano la vita. Il libro, in un mistico percorso tra le tradizioni ed il folklore italiano, ci porterà alla scoperta dei molteplici aspetti della Dea, dagli antri paleolitici alle “pocce lattaie”, nelle cui profondità incontreremo Ma e Cerere, Brigida e Ciane, Meftis e Dana, fino ad arrivare alle numerose Vergini dal volto scuro, ricordo di culti primitivi nei quali fertilità e procreazione avevano assoluta dominanza. L’attenzione si sposta anche all’aspetto materno del mistero della procreazione; diventano così importantissimi i rituali di fertilità ed accoppiamento, attraverso i quali il dio e la dea e, nel mondo terreno, l’uomo e la donna assicurano la vita eterna, la continuità della creazione diventando essi stessi, nella loro unione, immagine di quella Unica divinità generatrice. Questi rituali però non possono avvenire ovunque: ogni religione ha i suoi santuari, i propri luoghi sacri, l’Etemenanki biblica, ove Cielo e Terra si congiungono per parlare una sola lingua. Ecco così svelati i sacri “linga” del territorio italiano, i luoghi del coitus che generano la vita, il betile che ingravida la terra in modo che possa garantire un buon raccolto e microcosmicamente la donna, rendendola fertile e prospera. Sarà così che, per capire le evoluzioni della dea del raccolto da Kore e Persefone alla Vergine Maria e Sant’Anna, ci immergeremo nel mondo del foklore, ove il contadino diventa il simbolo e l’attore di un non-mutamento, una ideologia che, nonostante l’adesione al Cristianesimo, non dimentica il mistico mondo apotropaico e pagano al quale appartiene e dal quale proviene.
Sotto il velo dei dogmi e del catechismo cristiano, travestiti da spettri, credenze e “stupide” superstizioni, ri-troveremo gli elementi di una religione naturale, le invisibili orme di una divinità che continua ad intimorire gli uomini quando, affascinati, nelle notti buie, alzano gli occhi al cielo per scorgere la forza e la potenza della natura. Proprio nel cielo il primitivo vedrà volare la donna-uccello portatrice di morte e di sventure, dalle Erinni alle arpie, dalle Valkirie alle streghe e fattucchiere medievali che, però ben lungi dal rappresentare il male e la morte, sono solo uno dei molteplici aspetti della divinità primigenia. La morte è dunque il rinnovamento attraverso il quale potrà giungere la vita e la resurrezione, la speranza che può donare solo l’immagine della Luna alta nel cielo, l’androgino primordiale, il sacro “apeiron” al quale giungeremo nell’estasi della sua visione.

Questo lavoro diventa così una vera e propria cerca delle tracce della dea nel territorio italiano, un sentiero reale, ricco di luoghi da visitare tra gli odorosi e oscuri boschi ove la dea, mai scomparsa, si è ritirata, con il suo compagno, il Dio, schernendo il tempo e “l’uman destino”, e lasciando, come monito, i suoi templi. E’ in questo scenario che, affiorano negli antichi ricordi popolari italiani, mai scalfiti, le radici di tradizioni e antiche reminiscenze che, come suoni e canti di Muse ispiratrici, svelano, tra le nebbie dell’umana inquisizione e dell’oscuro oblio, i ricordi di un passato celato nel fantastico scrigno del folklore popolare e delle fiabe, regno incontrastato della Dea ove, ancora oggi, tra le parole di scrittori e poeti, sorride alle nuove generazioni: essa è qui nascosta e vivrà per sempre aspettando ansiosamente colui o colei che la ascolterà e la farà rivivere.

 

 

Sant'Antonio, il Maiale, il Fuoco, la Campana: Conversazioni sul tema di Andrea Romanazzi, PRO LOCO di San Mauro Forte, 2006

(dalla Prefazione di Antonio Guida)

Da sempre paganesimo e ritualità cristiana scandiscono la mappa millenaria di un'esigenza di ritorno al mondo primigenio fortemente radicata nel corredo cromosomico dell'umanità. Sant'Antonio Abate raffigura la sacralità numinosa di una terra per buona parte ignota a se stessa. Nel romitaggio di molti santi si è sempre intravisto l'incarnazione necessaria del mistero, di una forza trascendente e spirituale che assicura all'uomo il superamento del confine gnoseologico.

Nel credo magico del Sud e di molti paesi nordici il dio del granturco e delle messi, il dio delle lepri e del verso del gallo, dei boschi e del fuoco, degli armenti e del ritmo delle stagioni è una mens insita omnibus più che una mens super omnia, una mente regolatrice e suprema che incide profondamente sul risultato dei cicli naturali.

Sant'Antonio Abate e i Campanacci di San Mauro Forte, un connubio intriso di animismo stregonesco, iconografia sciamanica, di una religiosità volta a cancellare dall'esistenzialiasmo contaminato e ieratico di una teologia puramente icastica i due estremi del terrore umano: l'horror vacui e il cupio dissolvi.

 

Il Ritorno del Dio che Balla: Culti e Riti del Tarantismo in Italia, Venexia Editrice, Roma, 2006

Il tarantismo affonda le proprie radici tra le ataviche paure dell’uomo Antico che vede il Dio Vegetazionale, resosi immanente nella pianta, perire per mano propria e che dunque ha timore che la stessa divinità, offesa ed usurpata, si vendichi con tutta la sua forza.

E’ il momento in cui si genera la mistica crisi umana, è il contadino stesso in realtà causa della morte del Dio falciato e dunque della sua stessa disperazione ponendo termine alla vita vegetale e così prostrandosi alla punizione del dio.

Unica soluzione è la ricerca di un capro espiatorio, l’animale sacro che, come novello agnello, possa lavare dalle ataviche colpe e nascondere il misfatto camuffandolo e trasformando l’uomo da assassino in assassinato.

Sarà così che nel corso della pagine del libro ci imbatteremo tra antiche divinità e numerosi animali totemici, il lupo, il toro, la capra, il coniglio, espressioni essi stessi dell’immanenza del divino ed allo stesso modo colpevoli esecutori della morte del dio.

Sarà durante questo excursus che giungeremo al cospetto dell’aracnide, la mistica Taranta dal duplice aspetto: espressione del Nume che deve esser ucciso ma anche temibil capro espiatorio sul quale riversare le ancestrali colpe.

Questa l’intima essenza della ragno e del suo lascivo e voluttuoso morso. Essa ripropone il momento di crisi umana, il vero ed unico Peccato Originale della stirpe di Eva, la raccolta del frutto proibito, delle “messi del Signore” che viene così ucciso per dare la conoscenza all’uomo e ai suoi discendenti. E’ la crisi che genera la cacciata dall’Eden, la dipartita dal bosco che produceva per l’uomo, è la comparsa della vergogna primordiale, l’uman terrore che si annida tra le spire del serpente tentatore, la Tarantola Primigenia nascosta tra  i rami non per tentare e dannare, ma per sedurre ed ostentare il suo sensuale morso, simbolo della caducità umana, della illusoria dominazione da parte dell’uomo sulla natura che è Divinità.

Al ritmo ossessivo e ripetitivo delle pizziche e delle tarantelle ecco che musica e la danza diventan il tramite con il mondo numinoso, la mutevole via che conduce l’uomo all’estasi mistica ballando attorno all’Albero del Sabba primordiale. E’ qui che tra le spire dell’eterno Serpente, l’Antico Dio dal passo saltellato continua ad offrire il Frutto ai suoi figli che timorosi lo colgono. Ogni anno, da qui all’eternità, all’ondeggiare delle spighe di grano al soffio del vento, l’uomo vedrà il ritorno del “dio che balla” e con lui danzerà fino allo scomparir del chiaror di luna quando avrà finalmente termine l’estenuante Notte della Taranta.

 il saggio “IL RITORNO DEL DIO CHE BALLA: CULTI E RITI DEL TARANTISMO IN ITALIA” è stato inserito nel volume bibliografico degli studi sul tarantismo dal 1945 al 2006, “La Tela Infinita” edito BESA.

 

 

Liguria Stregata: Streghe, Maliarde e Fattucchiere di Liguria, Edizioni Servizi Editoriali, 2006

 

In questo Volume Laura Rangoni scrive di incanti, magie e sortilegi della tradizione ligure.Liguria, terra di streghe e di magie...il libro propone una carrellata storica sul fenomeno stregoneria e caccia alle streghe, spiegando, con dovizia di particolari chi erano le streghe, le accuse rivolte loro.

Non mancano poi i riferimenti alla tradizione ligure, "ricette" stregone, piccole magie e pratiche terapeutiche impigliate nella tradizione popolare.

All'interno del volume Andrea Romanazzi ha pubblicato "I Luoghi delle streghe in Liguria", i luoghi del Sabba, i magici betili liguri, gli antri della Bazure e i luoghi dei processi alle streghe liguri

 

 

 

 

LA STREGONERIA IN ITALIA : SCONGIURI, AMULETI e RITI DELLA TRADIZIONE (2007)

Sin dai tempi più arcaici gli uomini hanno cercato di contrastare le manifestazioni più estreme della Natura attraverso un’azione magica, che si è evoluta nei secoli generando credenze, riti e tabù. In Italia, in particolare, è sorta così una religione popolare di antica origine pagana in grado di proteggere dalla Natura ma soprattutto di rispondere alle esigenze terrene e materiali del devoto. Il libro affronta le espressioni di stregoneria popolari e rurali italiane, in un viaggio tra i rituali e gli scongiuri che sanciscono i momenti di passaggio della vita umana in un attento quadro degli antichi usi e costumi della nostra penisola. Non è facile trovare un filo d’Arianna nella cerca dell’Antica Tradizione stregone italica. Amore però ci viene in aiuto e guida il nostro viaggio tra i rituali e gli scongiuri che sanciscono i momenti di passaggio di nascita, fidanzamento, nozze e gestazione. Il suo linguaggio è infatti da sempre legato alla malìa. Non vi è dramma passionale o storia amorosa che a essa non si riannodi, e spesso l’arte della fascinazione si confonde con l’arte d’amare.

Il testo “Stregoneria in Italia”, erdito Venexia Editrice, di 250 pagine, tenta così di fare un “compendio” di quella tradizione stregone italiana, descrivendone tecniche, ritualistiche, scongiuri, formule ed amuleti, modi di trarre pronostici, la discendenza della strega italica, le credenze sul malocchio, la fattura, le modalità per toglierle o realizzarle.

 per la prima volta in un corpus unico.

Gli scongiuri e gli antichi riti raccolti e pubblicati, saranno tutti rigorosamente tratti dalla Tradizione Italiana. Questa è davvero La Stregoneria Italiana: Scongiuri, Amuleti e Riti della Tradizione.

 

GUIDA ALLE STREGHE IN ITALIA

Un viaggio tra i borghi, le valli e le foreste incantate che hanno ospitato i raduni delle streghe. Questi vengono rievocati insieme alla caccia alle streghe, che fece dell'herbara un'entità malefica legata al demonio, e all'eredità pagana, i cui simboli resistettero all'avvento del cristianesimo e ai tentativi dell'Inquisizione di cancellarli. Regione per regione, l'autore narra le leggende e le tradizioni che fecero di queste zone la dimora preferita di maghe e fattucchiere e offre al lettore, grazie a mappe, indirizzi e consigli pratici, gli strumenti per organizzare veri e propri itinerari magici tra i sentieri di campagna e gli anfratti nascosti del territorio italiano, in cui guaritrici e sciamane raccoglievano le erbe medicamentose e officiavano i sacri riti in onore dei loro dèi. Il libro diviene così una “clavicula” per coloro che vogliono sentire, come l'autore, la sacralità delle terre del Sabba che non furono, come vedremo, dimora di demoni ed entità malefiche, ma espressione di antichi rituali pagani di fertilità e procreazione, gioia e fecondità, demonizzati con l’emergere delle religioni monoteiste.

 Questo vuol essere il libro: un vademecum per chi desideri addentrarsi nel “Roseto delle divinità”.

Come novello Virgilio l'autore augura dunque un buon viaggio ai lettori, sperando che nel momento della visita possano percepire il furor panico dei luoghi descritti, ma anche le vibrazioni sottili e mai estinte di terre in cui oggi la storia del pagus rivive.

 

IL MAGNETISMO UMANO: pratiche di guarigione tra Esoterismo Occidentale ed Occultismo Orientale

Cosa è davvero l’uomo? Da quali energie è composto? Chi è in realtà il “Magus”?Sono i disequilibri energetici che generano la “malattia” trasformata poi in concetto di punizione divina per essersi allontanato dalla sua “grazia”? E cosa è quest’ultima?In un itinerario che va dagli antichi egizi alle ricerche magico-esoteriche occidentali ed orientali l’Autore esplora l’antica pratica del Magnetismo Animale, ed in particolare del "metodo Kluge" attraverso la pubblicazione di un vecchio manoscritto ottocentesco.

Il volume si divide in due parti: una prettamente storica, in cui vengono fornite ricche informazioni sulla storia del magnetismo animale e i suoi intrecci con le pratiche curative orientali fondanti sul concetto di fluido, prana o energia; un’altra squisitamente operativa che riporta il “manoscritto perduto” del metodo di Kluge e si rivolge a chi voglia studiare o approfondire la pratica del magnetismo con la garanzia di trovarvi una guida curata nei minimi dettagli. Il concetto di base è che ogni essere vivente è attraversato da una corrente d’energia, o potere, che rappresenta una sorta di eredità divina, un marchio che rende l’essere vivente intermediario e incarnazione stessa del sacro.La seconda parte del libro di Romanazzi è quella che farà maggiormente gola a chi già opera nel campo e saprà soddisfare il palato più esigente per iniziare o approfondire le conoscenze nel settore. Ogni capitolo è una vera e propria mappa dettagliata dei punti del corpo su cui intervenire, nonché delle tecniche da utilizzare e delle indicazioni e controindicazioni da tener presente per i singoli casi.

 

 

LO SCIAMANESIMO AFRO-AMERINDIO: Guida all'Umbanda, Candomblè e Santeria per il praticante individuale

L’approccio intimista ed individualista di Andrea Romanazzi allo studio di pratiche religiose spesso troppo  strutturate, sono la chiave di lettura di questo saggio sulle tradizioni Sud Americane. Un viaggio affascinante sia dal punto di vista antropologico che esoterico, che va dalle origini africane di questa forma di Sciamanesimo, attraverso gli orrori e le sofferenze dello schiavismo, per giungere infine alle sue mutazioni sviluppatesi progressivamente nell’Area Caraibica e in Sud America. E’ un viaggio narrato con rigore scientifico, ma anche con l’acume e la chiarezza di chi percorre in prima persona un cammino di ricerca spirituale, e PRATICO sapendo cogliere non solo le differenze, ma anche i punti che accomunano le varie Tradizioni Spirituali presenti sul nostro pianeta. La ricerca di Andrea Romanazzi ci permette di seguire le vicissitudini di una Corrente Magico-Spirituale cha ha avuto la capacità di adattarsi ad un ambiente drammaticamente diverso e alle trasformazioni sociali e culturali dei popoli da cui si era generata. Il libro è una miniera di informazioni anche pratiche con rituali ben descritti.

Sono presenti le descrizioni e le metodologie di cultuazione di tutti gli Orishas illustrati da Nahima.

 

 

 

GUIDA ALLA STREGONERIA DEL DESERTO

Dopo molteplici anni di studio e cinque saggi sul Paganesimo, le antiche divinità e le Stregoneria in Italia, lo studio delle vie dei magismi ha portato Andrea Romanazzi al di fuori del “Vecchio Continente”. Ed eccolo già affetto dal Mal d’Africa, temibile malattia che colpisce tutti coloro che passano un certo periodo di tempo in uno dei più affascinanti e, allo stesso tempo, drammatici continenti del nostro Pianeta. Un luogo di contraddizioni, di povertà assoluta ma di estrema ricchezza interiore, pullulante di individui che ancora oggi “vivono”la divinità come difficilmente accade in altri luoghi.

Per il viaggiatore l’Africa strega il cuore e l’animo, fa sentire le antiche vibrazioni, i vetusti fremiti del divino oggi persi dalla maggior parte di noi, i richiami dell’Antica voce e la forza della Mater che tra le dune e le oasi con forza fa sentire la sua presenza.

Una difficoltà per colui che si avvicina allo studio della stregoneria e magia africana è la mancanza di una vera e propria Letteratura. Nei suoi precedenti saggi sulla stregoneria italiana, ha raccontato come abbia avuto la possibilità di intervistare direttamente le magare che ancora dimorano nel Belpaese, ma i suoi studi sono stati anche basati su ricerche bibliografiche, su vecchi saggi etno-antropologici svolti da curiosi studiosi autoctoni che già nell’800 erano attenti alle proprie tradizioni, nonché sui testi e documenti inquisitoriali. In Africa invece esistono in genere solo tradizioni orali o al massimo studi di esploratori stranieri che, come ben possiamo immaginare, possono non aver interpretato bene i rituali descritti o li possono aver studiati con superficialità relegandoli nell’ambito della superstizione. Super Est, sopravvive. Ecco così che la prima parte del saggio è lo studio dei fondamenti delle antiche religioni autoctone, dall’Animismo al totemismo, fino a giungere al cospetto del mitico Signore degli Animali, una sorta di Cernunnos Primordiale. Il culto degli antenati, il concetto di anima, la figura del magus e la differenza dal santone marabutto, il culro lunare e la magia sessuale, le arti divinatorie e molto altro fanno da introduzione alla più accurata visione delle due aree geografiche: quella nord e quella ovest sahariana. Ecco così che troviamo l’antica magia di paesi che vanno dall’Egitto al Marocco, tra amuleti, rituali di possessione e vetuste divinità, per poi spostarsi un po’ più giù, nella terre del Senegal, tra i Dogon, il rituale dell’ ndop ed infine la segrata arte dei Mandinga. Un libro che è un percorso in una nuova e sconvolgente forma di stregoneria.

 

LA DEA MADRE E IL CULTO BETILICO: Le Origini del Mito

 Edizione agiornata del primo saggio di Andrea Romanazzi. Mettendo ordine tra le sue ultime ricerche, alla luce di nuovi viaggi ed esplorazioni sul campo, l'Autore propone un viaggio tra i luoghi della Dea, partendo dall'Italia, alla ricerca delle sue molteplici espressioni. Luoghi che il lettore potrà visitare sono Cuma, La Puglia, regione con molti siti dedicati al culto della Dea, la Sardegna, con i suoi pozzi e nuraghi, per giungere poi a Cipro, Antichitera, Creta ed infine nel luogo di origine del culto della Mater: la Turchia.

Un viaggio emozionante alla scoperta delle molteplici manifestazione della Dea e del culto del Toro per la prima volta discusso e ad essa associato.

 

 

 

 

Le altre nostre Pubblicazioni su Riviste Specializzate

 

“Castel del Monte e la magia dell’ottagono”, in: Puglia d’oggi, 26 mag. 2001;

“San Nicola e la stirpe degli Artù”, in: Puglia d’oggi, 3 giu. 2001;

“Sovereto e la magia dell’omphalós, in: Puglia d’oggi, 10 giu. 2001;

“La mitica Avalon”, in: L’altra scienza, ott.-nov. 2001;

L’albero di Natale. Antichi retaggi di culti pagani”, in: L’altra scienza, dic.-gen. 2002;

La mitologia nordica. Asi e vani tra magia e antichi culti arborei”, in: L’altra scienza, feb.-mar. 2002;

“Rex Arturius e la stirpe dei sacerdoti”, in: L’altra scienza, apr.- mag. 2002;

“Il mito dei Magi e le tradizioni natalizie” in: Hicarus. Le ali del mistero, feb. 2003;

 “Vampirismo” in: Hicarus. Le ali del mistero, feb. 2003;

Sovereto e il mistico omphalós, in: Graal Magazine, mar.-apr. 2004;

“Le tradizioni pasquali tra antiche divinità nordiche e simbologie pagane”, in: Hera Magazine, apr. 2004;

“Il mito del vampiro”, in: I Misteri di Hera, mag.-giu. 2004;

“Il sacro nemeton, in: Archeomisteri, n. 15, mag.-giu. 2004;

“Il culto delle acque”, in: Keltika, lug. 2004;

“La licantropia nel mito e nella cultura popolare”, in: Archeomisteri, n. 16, lug.-ago. 2004;

“Il segreto della sacra lama”, in: Graal Magazine, lug/ago 2004;

“Dottrine sufi all’ombra del saio”, in: Graal Magazine, set/ott 2004;

“La duplice immagine della strega italiana”, in: Graal Magazine, mar/apr 2005;

"La fontana della Giovinezza un mito Medievale", in Graal Magazine, sett/ott 2006

“I Cavalieri dell’Arcangelo”, in: Graal Magazine, gen/feb 2006

“L'ordalia, il giudizio di Dio- Quando si coinvolgeva il divino nell'amministrazione della giustizia”, in: Archeomisteri, n. 30, nov./dic. 2006

 “Il Blues e le Tradizioni Afro-amerinde", in: Archeomisteri, n. 31, gen./febb. 2007

“Il Sabba delle basure: itinerari stregati per Triora", in: Athame, rivista di wicca e paganesimo n. 24/ anno VIII, Yule 2009

"Sacrifici unani e anime dannate: Storie di "comune" stregoneria in Italia", in: ARCANA Magazine, Marzo 2012

"Bari Esoterica: il Dossier" in: ITALIA MISTERIOSA, Novembre, 2014

 

 

 

 

 

Per Informazioni rivolgersi all'Autore

andrji00@libero.it

 


Hit Counter